Bollettino del Circolo Culturale "La Cinquedea"

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CRONACHE DI UN DUELLO

Duosolo 7 Settembre 1546

Massimiliano Righini

Sono nato e ho trascorso tutti i ventisette anni della mia vita a Finale Emilia, ed essendo sempre stato affascinato da eventi e fatti d'arme d'altri tempi mi è capitato sovente di imbattermi in memorie che testimoniano l'intensa attività bellicosa che in passato ha visto impegnate le famiglie nobili più importanti del luogo per il predominio della "fortezza del Finale" (1).

Sono queste le famiglie dei Vecchi e dei Miari (2) stabilitesi nel Finale tra il XIV e il XV sec. Dove alleandosi con i potentati dell'epoca nelle questioni degli stati italiani diedero vita ad una serie di scontri e faide che furono denominate "la guerra dei Miari e dei Vecchi".

Fu proprio durante queste mie ricerche che venni ad imbattermi ne "la filta" (3) del notaio Dionisio Pensai...

Correva il giugno del 1546 quando il nobile Paolo Miari recò un offesa verbale nei confronti di Flavio Vecchi che vessi "bossettando" (4) l'avversario, dopodiché il Vecchi, forse per evitare peggiori conseguenze del suo gesto, scelse la via dell'esilio recandosi dall'amico Geronimo Pepoli allo Palato dove fu ospitato nel castello e dove gli fu assicurata protezione e nel qualche giorno dopo il bolognese Pepoli scelse di fargli da padrino.

In risposta alla fuga del Vecchi, Paolo Miari pubblicò un cartello di sfida che fu affisso sulle mura di "Ferrara e del Finale addì 4 di luio", la risposta non si fece attendere e l'11 dello stesso mese fu affisso il cartello del Vecchi. Alle sfide seguirono poi numerose lettere dove i notai delle opposte fazioni si accordarono scrupolosamente sui termini del duello: la scelta dei padrini, del luogo, delle armi e delle armature.

 

Essendo ormai banditi dall'epoca del Concilio di Trenta, i duelli avvenivano solo se disputati in "campo franco" (5), ed in questo caso fu il marchese Giuliano Gonzaga che offrì di ospitare la contesa a Duosolo di Mantova nei possedimenti del fratello Carlo.

Il duello fu fissato per il "di 7 di settembre all'ora tredicesima& fin che uno di loro non sia morto o prigione" ma al momento della disputa Paolo Miari si rifiutò di combattere per un'irregolarità riscontrata da un suo padrino, nella manopola destra a lui assegnata. La manopola del Miari "era d'un sol pezzo" mentre quella dell'avversario era più articolata e con le dita. Alla furia del Vecchi che pretendeva lo scontro ad ogni costo rispose il padrino del Miari ribadendo 2io non ho provato manopola simile a questa& ma ho provato una manopola con le dita& ne dovevate portare due, una per voi e una per il mio principale" (6).

La contesa verbale tra i padrini si protrasse a lungo e cessò solo con l'intervento del principe Carlo Gonzaga che essendo padrone del campo e giudice della contesa affermò di avere concesso il campo solo a condizione che tutto si svolgesse in maniera regolare e non "oppropriosamente".

Purtroppo la documentazione del notaio Pensai, presente all'accaduto, termina senza riportarci quanto seguì, ed in mancanza di atti progressivi non ci è dato di sapere l'esito di questa disfida, anche lo storico finalese Cesare Frassoni ne da la notizia concludendo "ma restiam poi incerti a chi spettasse la vittoria" (7).

 
Cartello di Sfida di
Paolo Miari
NOTE
1. Va ricordato che durante il XVI secolo Finale era un importante caposaldo imperiale sotto la bandiera degli Estensi, posto ai confini con lo stato pontificio fu più volte coinvolto in fatti d'arme di grande rilevanza.
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2. I Vecchi, oriundi bolognesi si trasferirono al Finale all'inizio del 1300 diventando una famiglia delle più importanti sino al 1800. I Miari provenienti da Belluno arrivarono agli inizi del 1400 e diventarono ben presto molto potenti ed antagonisti della famiglia Vecchi.
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3. Filza: negli archivi è un pacco di documenti che in passato venivano uniti infilzandoli con una funicella e poi legati tra due cartoni o legni.
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4. Percuotendo in segno di provocazione.
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5. I duellanti erano passibili di condanna a morte per cui i duelli avvenivano in un luogo sicuro e sotto la protezione di chi potesse impedire conseguenze penali.
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6.Dalle documentazioni risulta palese che l'incarico di procurare le armi per entrambi i contendenti è della fazione dei Vecchi, non ci è dato di sapere in quale tipologia di scontro i contendenti si sarebbero dovuti cimentare, ma l'importanza vitale data alla manopola destra, se non un segno di codardia del Miari, ci fa pensare a un combattimento a piedi in campo chiuso.
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7.Cesare Frassoni "memorie del Finale di Lombardia" pubblicato a finale il 15 luglio 1778.
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