Bollettino del Circolo Culturale "La Cinquedea"

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Galleria Elmi
Italiani e Tedeschi


CAPITOLO 1
L’ARMAMENTO DIFENSIVO DELLE FANTERIE ITALIANE 1480 - 1500

L’ uomo a piedi, grazie alla formazione delle ultime bande di mercenari al servizio dei più grandi condottieri italiani, prende sempre più piede in Italia anche grazie all’insegniamento provenuto dalle fanterie svizzere sviluppatesi durante le guerre di Burgundia. Nati come unità precarie di montanari gli svizzeri seppero ben presto creare delle formidabili unità di fanteria raccolta in quadrati di fanti armati di picca, tali formazioni ebbero ben presto la meglio sul più potente esercito del tempo; quello di Carlo il Temerario che sconfissero a Granson e Morat nel 1476.

Seguendo l’esempio svizzero anche Massimiliano d’Asburgo volle creare un esercito mercenario composto prevalentemente da fanti, questo esercito divenne ben presto il più temuto su tutti i campi di battaglia: i Lanzichenecchi.

Rispetto ai colleghi d’oltralpe, che sono in numero molto più elevato, il fante mercenario italiano risulta essere molto meglio equipaggiato con armi e armature quasi sempre di buona qualità provenienti dalle botteghe dei maestri armorari di Brescia, Milano e Feltre. Durante i periodi di guerra, quando la fornitura di pezze difensive di produzione italiana non era sufficiente ad equipaggiare tutte le "genti d'arme" era consuetudine mandare fiduciari ad acquistare forniture in Germania.

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Corsaletto da fante composito da pezze d'arme provenienti dall'isola di Rodi.
Questo assemblaggio era riscontrabile in Barcherau's Rooms a Parigi, probabilmente tra il 1912 - 1920